Anche in tempo di pace, come si dice in gergo, la Protezione Civile lavora sempre; e molto c’é da fare per uniformare un sistema, quello delle realtà regionali, che si è sviluppato negli anni a macchia di leopardo e con caratteristiche diverse da realtà a realtà.
Ma la sicurezza è importante e, le cronache insegnano, gli eventi di emergenza non consentono di farsi trovare impreparati; con questo spirito il Presidente della Provincia autonoma di Trento, Alberto Pacher, ha partecipato questa mattina alla riunione che si è svolta nel centro di Palmanova del Friuli Venezia Giulia.
Nello stile della Protezione Civile, non si è trattato di un semplice passaggio di consegne, ma di una occasione per verificare lo stato di avanzamento delle cose; moltissimi i tasselli da costruire o mettere al posto giusto, da come sono organizzati i servizi meteo alla gestione del complesso mondo delle autorizzazioni, dalla valorizzazione dei Volontari ai controlli necessari a garantire loro il massimo della sicurezza, e poi, ancora, il telerilevamento, il sistema di allerta dighe, i rapporti tra Comuni e Regioni e tra queste ultime e lo Stato.
Tra i temi di grande importanza, perché i primi passi avanti compiuti hanno rivelato immediatamente le positive ricadute in termini di efficienza operativa, il censimento e l’analisi dei diversi strumenti informatici utilizzati nelle diverse organizzazioni regionali: si parla di database, di cartografie, di informazioni che difficilmente riescono a passare da un ambiente all’altro; la fotografia dello stato dell’arte è ora in mano alla Protezione Civile friulana il cui ruolo di coordinamento permarrà fino a maggio 2014.
La riunione si è conclusa con la visita al cubo, il nuovo centro della Protezione Civile dove ha sede la sala operativa ed il data center alimentati dall’impianto fotovoltaico che caratterizza la stessa configurazione architettonica dell’edificio.
Fonte: Ladigetto
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